“Io cerco di non averci mai a che fare, con i ricordi. Non torno sui “luoghi del delitto”, non risento vecchie persone del passato, non guardo vecchie foto, non rileggo vecchi scritti, miei o di altri. Alcuni li tengo in scatola, altri in testa, ma cerco sempre di non imbattermici mai, nei ricordi. Gli odori, però. Quelli mi fregano. Quelli mi si fermano lì, all’improvviso, sotto le narici. E non se ne vanno. E mi fottono la giornata e l’umore. L’odore di una pelle, di una camicia portata da qualcuno, di un certo piatto che solo una certa persona sapeva prepararti, delle poltrone di certi treni, di certe scopate un po’ “sporche d’amore”. Ecco, la verità è che certi ricordi di certi odori sono un po’ un grosso “fanculo” ai miei propositi di non belligeranza col mio passato.”